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locandina.gif (35493 byte)ROSEBUD-ROSABELLArosa


Spigolatura filmica a margine del film

CITIZEN KANE  di Orson Welles


a cura del prof. Franco Cannas


     Come è noto, morendo Kane pronuncia un nome "misterioso": Rosebud (propriamente "bocciolo di rosa", d'uso anche figurato per "bella ragazza" e reso con Rosabella nella versione italiana: nome dovuto, oltre ad esigenze "labiali" del doppiaggio, alla necessità di trovare un nome potenzialmente attribuibile anche ad una donna. Il termine mantiene dunque una felice "ambiguità"). 

labbra

Inutile dire che su questa semplice battuta si è sbizzarrita la maniacale precisione del regista; infatti al suggestivo dettaglio della ripresa sul piano fotografico si affianca la cura realizzativa del sonoro: "Questo sussurro, di grande impatto, fu creato al pannello di missaggio, combinando due piste sonore separate sulle quali era incisa la voce di Welles con diversi tempi di riverbero". (Robert L. Carringer Come Welles ha realizzato Quarto potere Il Castoro ed.)


dettaglio sulle labbra


     Per dare la parola allo stesso Welles:
"Citizen Kane è la storia di una ricerca, condotta da un uomo chiamato Thompson, curatore di un cinegiornale, sul significato di una parola pronunciata da Kane morente. Egli spera che questa possa dargli la soluzione dell'enigma. Ritiene che le parole di un uomo che sta per morire possano chiarire la sua vita. Forse lo possono. Egli non saprà mai cosa voleva dire Kane, gli spettatori sì. Le sue ricerche lo condurranno a cinque persone che conoscevano bene Kane - che avevano simpatia per lui, che lo amavano o lo odiavano per il suo potere. Esse raccontano cinque storie diverse, ciascuna vissuta in modo soggettivo, cosicché la verità su Kane, come la verità su ogni uomo, può scaturire solo dalla somma di tutto ciò che viene detto su di lui". (Orson Welles, 1941)


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Immagine di Welles e Toland sul set - fotogramma del film: si discute sull'"inchiesta"

 slitta

L'inchiesta del giornalista - condotta con la tenacia di un vero terzo grado (e magistralmente realizzata nella fotografia di Gregg Toland, ottimo collaboratore del regista) - non condurrà infatti a nulla sul piano puramente diegetico della storia, mentre lo spettatore scoprirà infine - ma solo nelle ultime inquadrature! - che Rosebud era il nome della slitta con cui Kane giocava da bambino.

Immagine della Slitta coperta di neve


boccia.JPG (52105 byte)Immagine della boccia di vetro

Ai passatempi invernali sembra fare chiara allusione anche il globo di vetro col paesaggio "innevato" all'interno, che scivolerà dalle mani di Kane morente: una scena accuratamente predisposta da story board particolarmente dettagliati (come possiamo verificare con gli originali fortunatamente pervenutici), e in parte ispirata probabilmente da un altro film della RKO Ketty Foyle ragazza innamorata (1940).kitty0006.JPG (41860 byte)

In tal senso si esprime Robert Carringer (op. cit. pag. 45): "Prima di morire il padre di Ketty lascia cadere una piccola boccia di vetro con all'interno un paesaggio innevato, che rotola a terra fino ai suoi piedi. Le sfere di vetro utilizzate in entrambi i film erano state costruite dal reparto di attrezzisti della RKO."

Immagine della boccia di vetro rotolata ai piedi... in Ketty Foyle


storyboard0004.JPG (140634 byte)paperweight.gif

 

  

fotogramma del film con la boccia nella mano

 

Il fotogramma del film corrisponde puntualmente al dettaglio sulla mano dello storyboard; la boccia si spezzerà cadendo (a differenza di quanto avveniva in Ketty Foyle, cfr. immagine precedente).

story board


Quella boccia appare in un'altra scena del film, di nuovo insieme all'ancora misterioso nome di Rosebud (udito dal maggiordomo, che riferirà dell'episodio a Thompson, nella speranza di ottenere una ricompensa per la rivelazione): capitata casualmente tra le mani di Kane in preda ad una crisi di nervi distruttiva per l'abbandono della moglie, ne frenerà inaspettatamente il furore. La scena non è da sottovalutarsi, a mio avviso, e non è solo l'ultima delle "false piste" a lasciarci delusi dinanzi all'enigma di Rosabella: la boccia è evidentemente per Kane più preziosa di tutto il resto e non va distrutta. Si spezzerà solo con lo spezzarsi della sua vita... 

Ma perché è così "preziosa", e cosa rappresenta per il magnate più ricco e potente del mondo? Probabilmente un semplice ricordo, non casualmente associato alla slitta con cui amava giocare, quando era bambino, non ancora separato dalla madre a causa del suo ricco destino: deciso per lui proprio dalla madre, freddamente determinata a costruirgli un'esistenza lontana dal padre debole e inetto. Così Kane sarà ricco e potente, ma non potrà mai acquistare quello che in fondo ci dice l'enigma Rosebud: l'affetto di una madre di una famiglia normale.thatcher2
 

thatcherAlmeno così mi sembra vada interpretata, "a posteriori", proprio la scena in cui appare di sfuggita la slitta, fra le mani del bambino che sta per essere  separato dalla madre, e venir affidato alle cure di Walter Thatcher, verso cui ci sarà un inutile gesto di protesta - lo colpisce proprio con la slitta! - del piccolo Kane.


Immagini di Kane bambino quando viene affidato dai genitori a Thatcher


Dopo per lui ci saranno altre slitte, più belle e costose, ma nessuna prenderà in realtà il posto di Rosebud...
Che poi questa constatazione possa risultare in fondo ininfluente per la "vera soluzione" del film, può essere in parte condivisibile: Claudio Valentinetti conclude la sua sintesi di Quarto potere con queste parole: "Lo scopo del film risiede [...] nel proporre il problema, piuttosto che nel risolverlo. Anche se una soluzione sembra esserci, e in modo abbastanza inequivocabile, dato che Kane comincia e finisce con il cartello No trespassing ("Vietato l'accesso") - nel castello di Xanadu, dove abita Kane, il magnate della stampa -, cioè l'impossibilità di penetrare il mistero che è la vita di un uomo, di ogni singolo uomo per grande che sia. Questa è, probabilmente, la vera fine del film [...]" (Orson Welles - Castoro ed. pag. 31). 

La strutturazione "circolare" del film su questo, in fondo esplicito, dettaglio èend.jpg indiscutibile; peraltro non mi sembra secondario neppure l'aver potuto ricostruire il significato possibile di Rosebud (oltre a quello materiale del nome della slitta), per cui alle pur valide osservazioni di un altro critico (cfr. S. Gualandi http://www.fenyce.net/quarto_potere1.htm ) - "la fabula del film [...] finisce col rispedire al mittente la pretesa di penetrare una volta per tutte nel mistero rappresentato dalla vita di un uomo, mistero che neanche la soluzione della slitta avrebbe permesso di risolvere (perché cosa mai si sarebbe ricavato dal sapere che Rosebud era la slitta di Kane bambino?)." - si può obiettare che, al di là dell'incontestabile mistero che è la vita di ogni uomo, è altrettanto vero che quella slitta ci dà almeno il senso di un'infanzia di giochi spensierati, e rimpianti. Fino all'ultimo respiro di una vita che si spegne.

The End - fotogramma finale del film


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